sabato 22 novembre 2008

www.smontailbullo.it

Benvenuti su www.smontailbullo.it
Ai ragazzi e alle ragazze, agli insegnanti e ai genitori, benvenuti nel nuovo sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, sul tema del bullismo, un fenomeno sociale che sta occupando sempre più spazio nelle cronache della scuola causando una giusta preoccupazione e, qualche volta, un pò di confusione o di allarmismo.Contrastare il bullismo vuol dire innanzitutto prendere la parola. Spezzare l'omertà interrompere il silenzio. Dire con la fantasia, con il colore, con le immagini la propria volontà di vivere in gruppi basati sulla condivisione e non sull'abuso del più debole.Per questo la prima sezione di questo sito è dedicata ai ragazzi e alle ragazze. La parola a voi, allora. Per presentare le vostre campagne, raccontare esperienze, chiedere un consiglio o esprimere una opinione rispetto a tutto ciò che il bullismo significa per voi.
Guarda il Video
Nella sezione "La TUA campagna", i messaggi disegnati dalle scuole ed i link.Ma... siamo davvero sicuri di avere le idee chiare? Il bullismo è una dinamica di gruppo basata sulla prevaricazione ripetuta del più debole. Non va confuso con altre forme di disattenzione, o di maleducazione, o di disturbo dell'azione didattica.Nella sezione "Il bullismo", una descrizione sintetica del fenomeno, dei suoi protagonisti e di come sviluppare un intervento di prevenzione o di contrasto della violenza nella scuola.E dopo una informazione di base, ecco i Documenti, ovvero articoli, saggi, progetti, campagne, riferimenti normativi che possano esservi di aiuto nel lavoro.

Ci sono anche i Video, prodotti da tante scuole italiane per documentare le loro esperienze o lanciare messaggi di prevenzione.E poi le News con le iniziative in corso, perchè non è vero che contro il bullismo non c'è niente da fare. Si può fare, e si fa, moltissimo, con i progetti delle scuole, dei Comuni, delle associazioni, delle ASL, delle Università ...Lavorano su questo gli Osservatori Regionali costituiti con il progetto nazionale Smontailbullo, perchè dovunque in Italia le scuole trovino un riferimento vicino con cui progettare, formarsi, trovare materiale...Il Numero Verde è uno strumento ulteriore. Garantisce ai ragazzi e agli adulti un ascolto riservato e la possibilità di conoscere progetti e servizi sul proprio territorio, ai quali rivolgersi per affrontare le difficoltà .

mercoledì 12 novembre 2008

lunedì 20 ottobre 2008

Un mamma contro la Gelmini

Una mamma preoccupata per le demolizione della scuola pubblica scrive. Vuole un futuro per i suoi figli, ma anche per quello degli altri. Un articolo per “Tu inviato”
Ho 37 anni, sono una madre di due bambini di 3 e 5 anni e sono preoccupata per il loro futuro.Mi ha fatto arrabbiare il modo in cui sono state gestite le riforme della scuola: il tutto si è saputo a cose fatte. Hanno fatto la proposta ad agosto ed a settembre i giornali non hanno dato alcuna rilevanza a quello che stava succedendo.
Come al solito siamo bombardati da inutilità e le cose importanti passano in sordina. Neanche sul sito del ministero dell’Istruzione a settembre era pubblicata la proposta della Gelmini, tanto che gli insegnanti (parlo di quelli del mio comprensorio di Sesto San Giovanni in provincia di Milano) per capire il tutto hanno dovuto ricercarsi la proposta di legge sui siti dei sindacati. Nulla era accessibile neanche agli addetti al mestiere.
Vogliono tagliare, inoltre, i soldi alla scuola pubblica, ma continuano a sovvenzionare quella privata. Chi governa può dire “l’Italia va male”, c’è crisi generale, siamo costretti a fare tagli anche alla scuola”, ma allora perché continua a sovvenzionare la scuola privata?.
Perché non cominciano a fare tagli sugli stipendi dei governanti? Non hanno fatto cosi anche in Spagna? Invece da noi no, gli stipendi dei parlamentari aumentano.
La scuola pubblica deve essere garantita e deve rimanere statale. Non possono trasformarla in “fondazioni”. In questo modo bisogna scegliere la scuola in base ai principi del privato che ce l’ha in mano. La scuola cattolica, la scuola di destra, la scuola di sinistra. Io posso decidere di iscrivere i miei figli dalle suore, o altro, ma la scuola statale deve essere garantita.
Credo che con le riforme annunciate la qualità dell’insegnamento diminuirà. L’istruzione non è più saper fare di conto o imparare una serie di nozioni.
Una maestra, però, in un giorno di lezione può solo cercare di stare al passo col programma classico. Tutte le cose “aggiuntive” (informatica, inglese, teatro, laboratori d’arte) verranno inevitabilmente soppresse. Al pomeriggio i nostri figli saranno parcheggiati a scuola a fare i compiti in attesa che i genitori lavoratori arrivino a prenderli.
Ma oramai siamo nel 2008, l’istruzione è una cosa complessa che va oltre al nozionismo. I bambini di 6 anni di oggi non sono più i bambini di 6 anni di 40 anni fa. Viviamo in una società individualista e competitiva, dove bisogna essere i più bravi per essere qualcuno. La maestra da sola non avrà più tempo di seguire il singolo bambino. Andrà avanti col programma e se uno è un pò più lento dovrà arrangiarsi.
Personalmente credo che la scuola ideale sia quella steineriana (che è privata), dove si segue il processo di maturazione di ogni bambino, dove gli si insegnano molte cose anche manuali, dove si guarda all’individuo nel suo insieme e non al bambino come foglio bianco da riempire di nozioni.
La scuola pubblica stava facendo passi avanti avvicinandosi “a grandi linee” a questa filosofia. Con questa legge rimarranno solo le nozioni per i nostri figli. E poi chi mi spiega perché ad esempio Berlusconi i suoi figli li manda proprioalla scuola steineriana? Perché vuole una formazione completa per loro.

martedì 29 luglio 2008

DISLESSIA QUESTA SCONOSCIUTA DA WIKIPEDIA

La dislessia è una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) che ha la sua maggiore manifestazione nella difficoltà dei soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Tali difficoltà non possono essere ricondotte ad insufficienti capacità intellettive, a mancanza d'istruzione o a deficit sensoriali.
Dato che leggere è un complesso processo mentale, la dislessia ha svariate espressioni. Questa sindrome sembra strettamente legata alla morfologia stessa del cervello. La dislessia non è una malattia o un problema mentale. La definizione più recente, approvata dall'International Dyslexia Association ([1]) è la seguente:
"La dislessia è una disabilità dell'apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura (ortografia). Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio, che è spesso inatteso in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di una adeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica nella lettura che può impedire una crescita del vocabolario e della conoscenza generale".
Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento come disabilità per cui non è possibile apprendere la lettura, la scrittura o il calcolo aritmetico nei normali tempi e con i normali metodi di insegnamento.
Se questo problema non viene identificato nei primi anni della scuola primaria, tramite la valutazione di un esperto nel campo dei Disturbi dell'Apprendimento, le conseguenze possono risultare di una certa gravità. Se il bambino dislessico è sottoposto a un metodo d'apprendimento usuale, egli riuscirà solo con un grande dispendio di energia e concentrazione a ottenere risultati che per i suoi compagni e per il suo maestro sono quasi banali. Durante la scuola dell'infanzia è possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l'abilità di lettura, per poter intervenire precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti. Anche se la diagnosi di Dislessia può essere fatta solo in classe seconda o terza della scuola primaria, i segnali del disturbo possono essere colti molto prima (quando il bambino affronta l'apprendimento della lettura e della scrittura) ed è opportuno intervenire subito; aspettando, la difficoltà aumenta. I problemi maggiori nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, poiché spesso passano per pigri o addirittura per stupidi. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a depressione, ansia, a crisi d'identità e, purtroppo, molto spesso a rigettare in toto il mondo della scuola, rinunciando, in questo modo, a molte possibilità che la loro intelligenza non standard gli consentirebbe.
Indice[mostra]
1 Come si manifesta la dislessia
2 Possibili ripercussioni sulla scrittura
3 Possibili ripercussioni sull'apprendimento logico - matematico
4 Dislessia e difficoltà semplici della lettura
5 Alcune proposte per la terapia
6 Dislessia e disagio psicologico
6.1 Possibili atteggiamenti del bambino dislessico
6.2 Possibili atteggiamenti dei familiari del bambini dislessico
7 Comorbilità
8 Recenti ricerche
9 Il mondo della scuola
10 Legislazione
11 Linee Guida
12 Dislessici noti
13 Bibliografia
14 Voci correlate
15 Collegamenti esterni
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Come si manifesta la dislessia [modifica]
La dislessia si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto; di seguito le caratteristiche più comuni relative alla decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.
Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio:Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”; la “d” e la “q”; la “u” e la “n”; la “a” e la “e”; la "b" e la "d"... Nell'alfabeto italiano sono molte le coppie di grafemi che differiscono rispetto al loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono rappresentare un vero e proprio impedimento alla lettura.
Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari:Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad esempio può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”...
Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori:Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo – uditive. L’alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l’incertezza percettiva può rappresentare un vero e proprio ostacolo alla lettura. Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:
F
V
T
D
P
B
C
G
L
R
M
N
S
Z
Difficoltà di decodifica sequenziale:Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra - destra e dall'alto in basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura, ma, con l’affinarsi della tecnica e con l'uso della componente intuitiva la difficoltà diminuisce gradualmente fino a scomparire. Nel soggetto dislessico talvolta ci troviamo di fronte, invece a un vero e proprio ostacolo nella decodifica sequenziale, per cui si manifestano con elevata frequenza gli errori di seguito descritti:
Omissione di grafemi e di sillabe:Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anziché “fonte”; oppure “capo” anziché “campo”...) oppure di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anziché “fiume”; “puma” anziché piuma” ...) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anziché “tavolo”; “paro” anziché “papavero”)
Salti di parole e salti da un rigo all’altro:Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.
Inversioni di sillabe:Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al posto di “in”...) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”...).
Aggiunte e ripetizioniLa difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra - destra può dare origine anche ad errori di decodifica caratterizzati dall'aggiunta di un grafema o di una sillaba ( ad esempio “tavovolo” al posto di “tavolo”...).
Prevalenza della componente intuitiva:Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l’uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica; l’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento, ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba e procede “inventando” l’altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad essere spesso trasformata in un’altra, il cui significato può essere affine o completamente diverso.

Possibili ripercussioni sulla scrittura [modifica]
Difficoltà di copiatura dalla lavagna a causa della lenta o scorretta decodifica

Possibili ripercussioni sull'apprendimento logico - matematico [modifica]
Difficoltà di decodifica del testo del problema

Dislessia e difficoltà semplici della lettura [modifica]
La dislessia si riconosce per la presenza di caratteristiche, più o meno presenti, sopra descritte, che impediscono o ostacolano fortemente il processo di decodifica.
Le difficoltà semplici di lettura si riconoscono per la presenza di uno o di alcuni degli elementi di riconoscimento sopra descritti, ma gli ostacoli alla conquista di adeguate tecniche di lettura risultano superabili attraverso l’esercizio graduato, la proposta di attività coinvolgenti e stimolanti, la sollecitazione delle curiosità del soggetto, lo sviluppo di capacità di base talvolta non adeguatamente interiorizzate all'ingresso della scuola elementare.
Le difficoltà semplici di lettura sono dovute, quasi sempre, a un ritardo maturazionale, a lievi difficoltà percettivo - motorie, a un inadeguato bagaglio di esperienze, a scarso investimento motivazionale, ma anche ad errori didattico - pedagogici che i docenti compiono sia nelle prime proposte didattiche relative all'approccio alla lingua scritta che, successivamente, negli itinerari di recupero conseguenti all'accertamento delle difficoltà stesse.

Alcune proposte per la terapia [modifica]
Come già affermato, il soggetto dislessico necessita di un intervento specialistico, in quanto, difficilmente, il recupero effettuato in ambito scolastico può, da solo, rimuovere le difficoltà.
Nel corso di anni si è parlato molto di dislessia e, da un punto di vista diagnostico, grazie agli studi effettuati, l'Italia può definirsi all’avanguardia dal punto di vista specialistico, nonostante ciò l'informazione e la formazione degli insegnanti non è sufficiente e spesso non riconosce il problema. Poco invece si descrive rispetto ai possibili percorsi terapeutici, per l’elaborazione dei quali è necessario tenere presente i risultati dell'osservazione diagnostica.
Ogni percorso terapeutico deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche psicologiche del soggetto, agli ambiti di competenza, potenzialità e difficoltà riscontrati, ai tempi di attenzione, ai livelli motivazionali e di metacognizione individuati. Le linee guida prevedono due itinerari da portare avanti parallelamente:
a) itinerario relativo alle competenze di base percettivo – motorie e meta - fonologiche
b) itinerario specifico per la lettura
Il primo itinerario è finalizzato alla riduzione delle lacune riscontrate nelle capacità di base; il secondo itinerario ha invece lo scopo di promuovere la conquista di capacità di lettura più adeguate. È importante quindi che i due itinerari siano proposti parallelamente e con gradualità, per evitare di rimandare nel tempo la conquista di quelle capacità di lettura che possono gratificare il bambino. Quest’ultimo dovrà essere informato circa il lavoro da svolgere, anzi, egli stesso dovrà conoscere gli obiettivi che, di volta in volta, dovranno essere raggiunti; in questo modo gli sarà possibile essere protagonista e, al tempo stesso, “osservatore” dei propri processi di apprendimento.

Dislessia e disagio psicologico [modifica]
Purtroppo è frequente che le difficoltà specifiche di apprendimento non vengano individuate precocemente e che il bambino sia costretto così a vivere una serie di insuccessi a catena senza che se ne riesca a comprendere il motivo. Quasi sempre, i risultati insoddisfacenti in ambito scolastico vengono attribuiti allo scarso impegno, al disinteresse verso le varie attività, alla distrazione. Questi alunni, oltre a sostenere il peso della propria incapacità, se ne sentono anche responsabili e colpevoli. L’insuccesso prolungato genera scarsa autostima; dalla mancanza di fiducia nelle proprie possibilità scaturisce un disagio psicologico che, nel tempo, può strutturarsi e dare origine ad una elevata demotivazione all'apprendimento e a manifestazioni emotivo - affettive particolari quali la forte inibizione, l’aggressività, gli atteggiamenti istrionici di disturbo alla classe e, in alcuni casi, la depressione.
Il soggetto con disturbo di apprendimento vive quindi il proprio problema a tutto tondo e ne rimane imprigionato fino a che non si fa chiarezza, fino a che non viene elaborata una diagnosi accurata che permette finalmente di scoprire le carte.

Possibili atteggiamenti del bambino dislessico [modifica]
Proviamo, per un attimo, a metterci nei panni di un bambino o di un ragazzo con disturbo di apprendimento e immaginiamone le esperienze e gli stati d’animo:
egli si trova a far parte di un contesto (la scuola) nel quale vengono proposte attività per lui troppo complesse e astratte;
osserva però che la maggior parte dei compagni si inserisce con serenità nelle attività proposte ed ottiene buoni risultati;
sente su di sé continue sollecitazioni da parte degli adulti (“stai più attento!”, ” Impegnati di più!”, “hai bisogno di esercitarti molto”…);
si percepisce come incapace e incompetente rispetto ai coetanei;
inizia a maturare un forte senso di colpa sentendosi responsabile delle proprie difficoltà;
ritiene che nessuno sia soddisfatto di lui, né gli insegnanti né i genitori;
ritiene di non essere all’altezza dei compagni e che questi non lo considerino membro del loro gruppo a meno che non vengano messi in atto comportamenti particolari (ad esempio quello di fare il buffone di classe);
per non percepire il proprio disagio, mette in atto meccanismi di difesa che non fanno che aumentare il senso di colpa, come il forte disimpegno (“Non leggo perché non ne ho voglia!”, “Non eseguo il compito perché non mi interessa”…) o l’attacco (aggressività);
talvolta il disagio è così elevato da annientare il soggetto ponendolo in una condizione emotiva di forte inibizione e chiusura.

Possibili atteggiamenti dei familiari del bambini dislessico [modifica]
In famiglia non si respira certo un’aria migliore. Per la maggior parte dei genitori la scuola è importante, è al primo posto nella vita dei bambini e dei ragazzi, tutto il resto viene dopo e, se la scuola va a rotoli… Non di rado si sente dire ai genitori rispetto alla difficoltà del figlio: “Non me lo aspettavo… mi è sempre sembrato un bambino intelligente…".
L’ingresso nella scuola elementare ha, in questi casi, fatto emergere un problema; il bambino non apprende come gli altri, gli altri sanno già leggere e scrivere, lui invece… Inizia così la storia del bambino – scolaro, una storia che, in certi casi, ha risvolti davvero drammatici, non si riesce a comprendere tutta quella serie di “perché” che permetterebbero di intraprendere percorsi adeguati ed efficaci e si cercano soluzioni spesso dannose, anche se decise in buona fede. Ecco allora che si sottopongono i figli ad estenuanti esercizi di recupero pomeridiano, si elargiscono punizioni (niente più sport, niente più PlayStation…) e, talvolta si arriva anche a far cambiare scuola al figlio (“quelle insegnanti non hanno capito nulla, meglio cambiare aria”).
Nonostante si parli molto di questi problemi, purtroppo c’è ancora scarsa conoscenza e non sempre la diagnosi giunge in tempi accettabili, cosicché sia il bambino che la famiglia tutta vivono esperienze frustranti, generatrici di ansia e di un clima affettivo non certamente favorevole.

Comorbilità [modifica]
Insieme alla dislessia possono presentarsi diverse altre problematiche più o meno collegate:
Disgrafia ovvero la difficoltà di realizzare i grafemi manualmente in modo leggibile e fluente;
Disortografia ovvero la difficoltà di rispettare le regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto;
Discalculia ovvero la difficoltà di svolgere calcoli aritmetici a mente o su carta.

Recenti ricerche [modifica]
Secondo quanto riportato dal notiziario on line de Le Scienze, ricercatori della Scuola di Medicina dell'Università di Yale, hanno identificato un gene nel cromosoma umano 6, chiamato DCDC2, le cui alterazioni sarebbero associate alla dislessia. Secondo questi studiosi una mutazione genetica di DCDC2 condurrebbe a un difetto nella formazione dei circuiti cerebrali preposti alla lettura. L’alterazione genetica sarebbe ereditaria.
Il principale autore della ricerca, Jeffrey R.Gruen, ritiene che questi risultati, se confermati, potrebbero portare ad una migliore diagnostica per identificare la dislessia e potrebbero portare ad una migliore comprensione del funzionamento a livello molecolare della lettura. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. La ricerca si basa su un campionamento statistico effettuato su 153 famiglie dislessiche. Le prove statistiche dimostrerebbero che circa il 20% dei casi di dislessia è dovuto all'alterazione nel gene DCDC2. L'alterazione genetica su questo cromosoma corrisponde alla cancellazione di una regione regolatrice. Lo stesso gene è responsabile, nei centri della lettura del cervello, della modulazione della migrazione di neuroni. Questa architettura cerebrale è necessaria per leggere normalmente.

Il mondo della scuola [modifica]
Purtroppo i bambini dislessici ancora faticano ad essere compresi ed accettati a scuola. Recentemente la circolare Prot. n 4099/A/4 emanata dal Ministero della Pubblica Istruzione il 5 ottobre 2004 ha raccomandato agli insegnanti di utilizzare strumenti compensativi e dispensativi che agevolino l'apprendimento di bambini e ragazzi dislessici e di applicare con loro una valutazione specifica in tutte le fasi del percorso scolastico, compresi i momenti di valutazione finale. Si specifica, altresì, che per adottare tali misure possa essere sufficiente la diagnosi specialistica di disturbo specifico di apprendimento di lettura (o dislessia). Per bambini e ragazzi dislessici non si ritiene opportuno l'appoggio di un insegnante di sostegno.

mercoledì 4 giugno 2008

Cave, sul progetto Fassa cittadini «in trincea»

PREVALLE. L’assemblea con i rappresentanti dell’azienda titolare delle concessioni
di Luca Cortini
Venerdì scorso nel municipio di Prevalle è stata convocata un'assemblea sulla questione spinosa delle cave. Per la precisione, l'amministrazione civica, i comitati, i privati cittadini e la proprietà dei siti erano chiamati a confrontarsi sul progetto del nastro trasportatore che dovrebbe collegare i due Ambiti territoriali estrattivi dislocati sui fianchi del monte Budellone, al confine fra Gavardo, Paitone e Prevalle, intorno al pregiatissimo monumento naturale costituito dalla grotta del «Buco del frate».L'OPERAZIONE ha già impegnato in accesi dibattiti le amministrazioni, la Provincia, la Regione e la ditta Fassa Bortolo, titolare delle concessioni per gli Ate 9 (Gavardo) e 24 (Prevalle e Paitone). Il problema è quello di convogliare il pietrisco estratto sul lato gavardese verso il bacino calcareo opposto, dove c'è un frantoio. L'azienda vorrebbe realizzare il «collegamento tecnologico», ma ha fino ad ora incontrato forti resistenze, per i potenziali danni all'ambiente. Protagon ista dell’ultima assemblea è stato l'ingegner Giuseppe Magro, fra i maggiori esperti nazionali nelle valutazioni di impatto ambientale, incaricato dalla Fassa di analizzare il progetto del nastro trasportatore confrontandolo con l’opzione di utilizzare i camion. «SONO qui per raccogliere informazioni da voi, per poter lavorare nel modo più completo possibile» ha detto Magro, che ha poi illustrato nel dettaglio il sistema di valutazione, comprendente in generale non solo varie le previsioni di impatto e inquinamento, ma anche le possibili soluzioni di mitigazione, compensazione e ripristino. L'impressione però era che la gente volesse qualcosa in più, o meglio, qualcosa di diverso. In sostanza la serata è diventata comprensibilmente una buona occasione per confrontarsi non tanto con Magro, ma, tramite lui, con la Fassa, presente con alcuni rappresentanti. Sono emersi così tutti i disagi causati dalle cave, in particolare quelli degli abitanti di Pospesio, frazione di Paitone a poche decine di metri dall'Ate 24: scoppi di mine (che causano danni materiali e psicologici), inquinamento e degrado ecologico. Insomma, l'incontro ha più che altro dimostrato che la popolazione ha ben poche intenzioni di discutere: se potesse, probabilmente fermerebbe per sempre i cavatori, costretti ad ammettere che alla base di tutto c'è la loro convenienza economica. L'unica novità positiva è che il nastro non verrà comunque costruito in galleria.

venerdì 30 maggio 2008

PREVALLE. I progetti di espansione su due «Ate» visti dall’azienda che li vuole realizzare

Cave: la Fassa Bortolo presenta i suoi piani
Questa sera a Prevalle il dibattito sulle cave tornerà in primo piano, riaprendo un discorso che coinvolge da mesi anche Gavardo e Paitone, gli altri due comuni interessati dalle proposte della «Fassa Bortolo», il colosso trevigiano del cemento titolare delle concessioni sugli Ambiti territoriali estrattivi numero 24 (Prevalle e Paitone) e 9 (Gavardo), ovvero i bacini di escavazione situati sui due pendii del monte Budellone, ma soprattutto vicino al «Buco del Frate», una grande grotta di grandissimo valore paleontologico e naturalistico che è stata dichiarato «monumento naturale» dalla Regione. In estrema sintesi, la ditta di Sprediano vorrebbe costruire in quest’area un nastro trasportatore, da realizzare in parte in galleria, per convogliare il materiale estratto dall’Ate 9 verso il frantoio esistente nell’Ate 24. In prima battuta l’azienda aveva chiesto l’autorizzazione ai comuni, ricevendo un secco no da Gavardo e soprattutto da Prevalle. Poi l’azienda aveva provato a interpellare la Regione, nel tentativo d i far rientrare l’operazione in una eventuale riperimetrazione dei due ambiti interessati. Anche in questo caso nulla di fatto: il Pirellone ha rimandato la palla nelle mani delle istituzioni locali. Ora la società veneta pare essere tornata all’assalto: «Hanno incaricato dei tecnici di fare una valutazione sull’impatto ambientale - spiega il vicesindaco di Prevalle Paolo Catterina -, cercando in primis di mettere in luce la diminuzione del traffico di camion che il nastro trasportatore regalerebbe». Spiegata così, l’ipotesi del «collegamento tecnologico» parrebbe vantaggiosa, «ma i rischi di danneggiamento del sottosuolo sono grandi - prosegue Catterina -, così come la preoccupazione che dal nastro si passi in futuro a una fusione degli ambiti».Una prospettiva inquietante, visto che già ora dai due lati della montagna possono essere scavati in totale oltre otto milioni di metri cubi di pietrisco. «A questo punto abbiamo chiesto e ottenuto che la Fassa venisse a confrontarsi direttamente con i cittadini» conclude il vicesindaco. E l’azienda trevigiana lo farà questa sera alle 20.30 nel municipio di Prevalle, durante un’assemblea pubblica a cui prenderanno parte anche i comitati civici interessati. L.COR
articolo da: BRESCIAOGGI

sabato 24 maggio 2008

GESTIONE RIFIUTI, QUALE VIA?? Riciclaggio od Incenerimento???

Il Comitato "L'Acqua di Prevalle" in collaborazione con l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Prevalle hanno organizzato per la serata di Mercoledì 20 maggio un incontro e l'argomento sarà:

Gestione dei Rifiuti, quale via?? Riciclaggio od Inceneritore??

ci si domanda:
  • Quanta energia sprechiamo bruciando i nostri rifiuti?
  • Non sarebbe più intelligente produrre meno rifiuti ed al contempo aumentare la percentuale di riciclaggio degli stessi?
  • E' possibile realizzare una società a Zero Rifiuti?

all'incontro interverranno:

l'Ing. Fabrizio Filippini, Presidente di Cauto Cooperativa Sociale Onlus

Il SIg. Massimo Mattei, Assessore all'ambiente Comune di Prevalle

Il sig. Mariano Mazzacani Comitato "L'Acqua di Prevalle"

Mercoledì 28 Maggio ore 20.30 - presso Palazzo Morani - Sala Consiliare.

Nucleare, Regioni in allarme

BRESCIAOGGI
Sabato 24 Maggio 2008 nazionale Pagina 3

LA NUOVA CORSA ALL’ATOMO
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Il Vaticano «benedice» la scelta dell’esecutivo di riaprire centrali in Italia.
Edison pronta alla sfida: servono almeno 10mila megawatt Nucleare, Regioni in allarme
ROMA
Il ritorno al nucleare annunciato dal governo divide il mondo politico e la comunità scientifica. E ci sono prime Regioni che si oppongono. Se c’è chi scommette in un ritorno all’energia atomica, molti sono i dubbi sull’opportunità di recuperare le centrali bocciate dal referendum di vent’anni fa. Sul fronte industriale dopo la disponibilità di Enel ieri il presidente di Edison, Umberto Quadrino, ha giudicato realistica la tempistica indicata dal governo: «Cinque anni per la prima pietra mi sembra un tempo congruo e tecnicamente corretto. Si tratta di ricreare il contesto normativo, nominare un’autorità di vigilanza, individuare i siti, creare consenso tra le popolazioni». Per quanto riguarda il perimetro dell’operazione Quadrino è preciso: «Per dare senso a un programma nucleare occorrono tra i 10 e i 15 mila megawatt di potenza prodotta». E sarà quindi necessario coinvolgere tutte le grandi aziende di energia del Paese. In quest’o ttica Edison anche grazie alla partnership con la francese Edf è pronta a partecipare.Il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, rimpiangendo quando l’Italia era leader dell’energia atomica ha definito «errori» le decisioni che hanno portato all’abbandono del nucleare. Il via libera all’opzione nucleare divide il Pd. Realacci è pronto a stoppare l’operazione ma Veltroni e Bersani usano toni sfumati. Veltroni ha detto: «Più che gli annunci si tratterà di giudicare i provvedimenti». Scettico ma non pregiudizialmente contrario Bersani: «Vedremo se in un Paese in cui non si riesce a realizzare neanche un deposito di rifiuti radioattivi per gli ospedali, in cinque anni si farà ripartire il nucleare». Fassino chiede al governo di circostanziare costi, tempi e modalità di smaltimento delle scorie: «Dopo si potrà discutere». Il cardinale Renato Martino presidente del pontificio Consiglio Giustizia e Pace del Vaticano parla «di scelta quanto mai conveniente». Dura invece la posizione dell'assessore all'Ecologia della Regione Puglia sull'ipotesi di Nardò, Manduria e Mola di Bari come siti di possibili impianti: «Improponibile chiederci questo sacrificio». E l’assessore all’Ecologia della provincia autonoma di Bolzano commenta: «L'ener gia atomica appartiene al passato, non al futuro». E mentre l'Italia discute, non esiste ancora il sito unico per lo stoccaggio delle vecchie scorie.

Palazzo Morani - Open Day

Palazzo MoraniUn «open day»tra festa e cultura
È una giornata a metà strada tra festa e cultura, e terrà banco domani per la settima volta. Parliamo dell’«open day» prevallese ideato in primo luogo per promuovere le attività della biblioteca civica «Elio Caldera», che organizza l’evento insieme all’assessorato alla Cultura, alla locale Associazione genitori e al «Gruppo musicale Prevalle». La manifestazione porta il titolo di «Domenica a palazzo»: tutte le iniziative in programma sono infatti concentrate nella sale e nei cortili di palazzo Morani, sede del municipio e della stessa biblioteca. Si parte alle 14, orario in cui inizieranno le esposizioni di libri, quadri, disegni e sculture, ma anche i giochi, i laboratori e le animazioni per ragazzini. Nel pomeriggio, poi, ci sarà spazio per la premiazione del concorso «Furbo chi legge», per l’apertura al pubblico dell’archivio storico comunale, per la visita guidata della settecentesca sede municipale, per le degustazioni dei prodotti dei fornai del posto e per le esibizioni di karate, ginnastica artistica e danza hip hop. I mportante anche il programma serale, impreziosito a partire dalle 20 da una tappa della manifestazione provinciale «Bande in piazza» a cui prenderanno parte l’ensemble di Prevalle, quello di Toscolano Maderno e la Filarmonica Conca d’Oro. Da sottolineare anche il prologo allestito per oggi alle 20.30, con la presenza dei donatori d’organi dell’Aido e un concerto della «Selvaggi band», gruppo di Lodrino famoso in provincia per l’abbinamento fra musica e dialetto bresciano. L.COR.

domenica 4 maggio 2008

A.Ge Prevalle - AVVISO di Riunione





AVVISO DI RIUNIONE
per tutti i genitori - partecipare è importante

A.GE. Associazione Genitori
Sezione di Prevalle BS

MARTEDI’ 6 MAGGIO 2008
E’ FISSATO L’INCONTRO - A.GE. PREVALLE
IN MUNICIPIO ALLE ORE 20,30
(Nella saletta con focolare piano terra a destra)

Ordine del giorno:
· ENGLISH CITY CAMPS sviluppi – sarà presente Insegnante Daniela Baldi
(Camp Director)
·FESTA ANNUALE A.GE. – del 25 Maggio -
· SVILUPPI SULLA RICHIESTA PER ENTRATA ANTICIPATA SCUOLA PRIMARIA
(PER CHI NECESSITA DI QUESTO SERVIZIO)
· VARIE ED EVENTUALI –


L’associazione genitori Vi invita a visitare e lasciare commenti sul blog dell’ A.GE. di Prevalle digitando il seguente sito:

www. ageprevalle.blogspot.com

A.GE. Prevalle
Daniele Biemmi


venerdì 18 aprile 2008


Comitato " L’Acqua di Prevalle " In collaborazione con l'Assessorato alla cultura di Prevalle presentano
“ Sull’ Acqua “

Sabato 19 aprile alle ore 20.15 presso il Cinema Teatro Paolo VI°
verrà trasmesso il Film " il Rabdomante" di Fabrizio Cattanei
l' Ingresso è Gratuito

domenica 13 aprile 2008

Apatia o peggio

di tanto in tanto guardo il Blog dell'A.Ge. Prevalle.
Leggo tante piccole proposte, anche interessanti, ma non vedo mai un messaggio di risposta, nessun cenno d'interesse......
sarà solo apatia o peggio ....disinteresse......
voglio giustificare il tutto pensando alla frenesia di tutti i giorni, alle innumerevoli proposte che ci vengono proposte o nel peggiore di casi quasi imposte...penso anche alle troppe sollecitazioni alle quali il nostro interesse è quotidianamente sottoposto, però penso che siamo comunque degli esseri intelligenti, o presunti tali, e che non ci si può sempre mettere dietro un angolo aspettando che qualcun altro faccia quello che è più giusto per noi....
penso che abbiamo imparato molto bene a lamentarci...ma probabilmente abbiamo un pò dimenticanto come collaborare...come comunicare il nostro pensiero.......
ancora nella Magna Grecia, i veri filosofi, scendevano nelle piazze parlando con la gente, comunicando e condividendo il loro sapere e così facendo seminavano dentro altre menti, così facendo si mettevano in gioco, erano partecipi delle proprie azioni.
Oggi no, lo sport preferito è starsene in disparte, disinteressarsi, al massimo emettere qualche lamento, qualche disappunto...criticare...ma non una critica costruttiva...criticare e basta...
vorrei tanto leggere di qualcuno che dissente, che s'inalberi ed esponga una motivazione per il propio pensiero silenzioso, raramente espresso....
Quando si parlava di un paese, s'intendeva menzionare un Comunità, ora sembra che quando si parla di un paese si voglia menzionare un insieme di case, distinte una dall'altra, e dove la comunità se ne stà all'interno in ognuna di esse, staccata...distante.....dimenticando che la "vera Comunità" ha bisogno di tutti, indistintamente
firmato
un genitore di Prevalle

l'Adolescenza e le Dipendenze

l'A.Ge. Prevalle Organizza due incontri dal titolo:

l’adolescente e le dipendenze”
l’adolescenza come luogo di transizione espone i ragazzi ad una serie di opportunità di crescita, ma anche a qualche pericolo.
Un’occasione per trattare ed approfondire il tema delle dipendenze e delle tossicodipendenze in uno dei momenti più complicati del ciclo di vita.

· MARTEDI 15 APRILE ORE 20:30

· MARTEDI 22 APRILE ORE 20:30

Presso la sala consiliare vecchia del comune – piano primo

Intervengono: Dott. Andrea Pasini, educatore, coordinatore del progetto “the sands are running”, progetto di prevenzione alle dipendenze sul territorio della Vallesabbia, responsabile dell’area prevenzione della cooperativa sociale Area e Dott.ssa Silvia Butturini educatrice operatrice del progetto “the sands are running ed educatrice di strada.

l'Adolescente e le Dipendenze

l'A.Ge. Prevalle,
Organizza due incontri dal titolo:
“l’adolescente e le dipendenze”
l’adolescenza come luogo di transizione espone i ragazzi ad una serie di opportunità di crescita, ma anche a qualche pericolo.
Un’occasione per trattare ed approfondire il tema delle dipendenze e delle tossicodipendenze in uno dei momenti più complicati del ciclo di vita.

· MARTEDI 15 APRILE ORE 20:30

· MARTEDI 22 APRILE ORE 20:30

Presso la sala consiliare vecchia del comune – piano primo

Intervengono: Dott. Andrea Pasini, educatore, coordinatore del progetto “the sands are running”, progetto di prevenzione alle dipendenze sul territorio della Vallesabbia, responsabile dell’area prevenzione della cooperativa sociale Area e Dott.ssa Silvia Butturini educatrice operatrice del progetto “the sands are running ed educatrice di strada.

giovedì 3 aprile 2008

SICUREZZA STRADALE

L'ANALISI DEGLI ESPERTI. L'urbanista Maurizio Tira e Flavio Frera di «Strada Amica» «Tutelare i più deboli? In realtà basta poco» di Francesco Apostoli Basta poco. Non servono spese eccessive per ridure i rischi sulle strade: isole centrali, attraversamenti pedonali rialzati, telecamere e, soprattutto «controlli a tappeto». Gli accorgimenti di tipo urbanistico che costringano le auto a moderare la velocità, «vanno valutati caso per caso, contestualizzando l'intervento a secondo del tipo di strada» afferma Maurizio Tira, ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica all'Università degli Studi di Brescia ed ex assessore all'urbanistica del comune di Desenzano. «Ma servono anche sanzioni certe per tutti quelli che infrangono le norme del codice della strada. Senza controlli la gente non si abitua al rispetto delle regole. Deve crescere la probabilità di essere colti in flagrante» afferma Flavio Frera dell'associazione «Strada amica». Infrastrutture ad hoc e certezza della pena. Sembra questa la ricetta della strada sicura. «Purtroppo - prosegue Frera - manca la volontà p olitica di utilizzare le tecnologie in grado di sanzionare chi infrange i limiti di velocità». Il problema pare più complesso: «spesso chi ricorre contro una sanzione ottiene fin da subito la sospensione della multa e, nel 90 per cento dei casi, il giudice di pace da ragione a chi infrange le regole. E' una cosa che lascia perplessi: ogni volta che viene emanato un provvedimento per la sicurezza, si trovano cavilli di ogni tipo per eludere la norma». Una politica tutta taliana:«in paesi come la Gran Bretagna dove si è optato per l'impiego di tecnologie moderne - prosegue Frera -, la riduzione incidenti è stata enorme». In più si aggiunge un altro problema: «oggi ci sono auto che raggiungono velocità impressionanti in pochi secondi. A questo punto mi chiedo a cosa servano le rotatorie. Senza controlli adeguati la gente schiaccia l'acceleratore perchè ha la certezza di non prendere multe». Le zone a rischio si trovano prevalentemente nelle aree di raccordo tra le strade extra urbane e quelle urbane. Si tratta per lo più degli ingressi ai centri abitati, ma anche delle zone poste nelle vicinanze delle scuole» precisa Tira. Il docente sottolinea poi un altro dato: «se da un lato calano le vittime della strada tra i pedoni sulle reti extraurbane, in ambito urbano le cifre non sembrano variare seguendo la stessa percentuale. Il 2005, per esempio, ha visto, a livello nazionale, un centinaio di vittime in più tra i pedoni rispetto dell'anno precedente». Bisogna concentrare l'attezione sulla sicurezza dei centri abitati «dove - dice Tira - è ovviamente maggiore la presenza di pedoni e ciclisti». Non servono spese folli. Ci sono misure come le cosiddette «isole centrali» che per un comune costano relativamente poco (intorno ai 5 mila euro). Si tratta di strutture in cemento che dividono in due la strada restringendo le corsie in corrispondenza dei passaggi pedonali ed offrendo alle persone («soprattutto agli anziani» dice Tira) una protezione maggiore. All'ingresso dei centri abitati funzionano bene gli attraversamenti pedonali rialzati che però non possono essere installati sulle strade provinciali. Meno efficienti le rotatorie che contribuiscono a rallentare il traffico automobilistico, :-) 71;ma - dice Tira - non proteggono a sufficienza i ciclisti e penalizzano i pedoni». Purtroppo la messa in sicurezza delle arterie stradali ha una tempistica lunga: «a volte occorrono anni - conclude Frera -. Il vero problema non è il tempo di costruizione delle infrastrutture, ma le lungaggini burocratiche che precedono l'inizio dei cantieri».

GIORNATE DI PRIMAVERA

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Torna l'appuntamento nel fine settimana e il 5 e 6 aprile. Novità assoluta: una sezione dedicata esclusivamente agli extracomunitari Fai, sedici tesori con ritmo di Michela Bono Torna l'appuntamento annuale delle «Giornate di primavera del Fai», che quest'anno festeggia la sedicesima edizione. Per l'Italia intera, con 550 monumenti aperti in 240 città, è una ricorrenza fissa, attesa anche dai migliaia di bresciani che approfitteranno del fine settimana del 5 e 6 aprile per visitare i più pregevoli siti della provincia. Chiese, ville, castelli, musei, archivi, biblioteche e aree naturalistiche saranno oggetto di scoperta per le migliaia di visitatori previsti a livello nazionale, 4 milioni e 500 mila dalla prima edizione a oggi. Solo nel territ orio bresciano, nel 2007 sono stati 8mila i partecipanti. La delegazione locale del Fondo per l'ambiente italiano - con il patrocinio di Comune e Provincia di Brescia, dei Comuni partecipanti di Anfo, Bagolino, Dello, Idro, Comunità del Garda e con il sostegno di Associazione amici dei musei, Fondazione Brescia musei, Fondazione Cab, Club Soroptimist international di Brescia e Garda Su d - ha organizzato visite guidate gratuite in 16 siti (di cui 7 in città e 9 in provincia) secondo due filoni tematici ben precisi: «I tesori dell'Alta Valle Sabbia» e «I luoghi della musica bresciana». Per il primo tema verranno proposte escursioni a piedi di due o quattro ore sul lungo lago d'Idro, nella Rocca d'Anfo, da poco restituita alle visite, e al borgo di Bagolino. Per il secondo filone, più consistente in termini di numero di proposte, il Fai bresciano ha voluto accostare alla tradizionale visita dei 12 siti aperti per l'occasione, eventi di alto livello legati al tema della musica. Fra oggi e domani i visitatori potranno partecipare a sei concerti, organizzati sia per la valorizzazione di alcuni «luoghi della musica bresciana» che per far conoscere realtà significative legate alla cultura musicale del territorio. In particolare verrà focalizzata l'attenzione sulla musica d'organo e per l:-) 46;occasione verranno suonati due Antenati e l'organo Tonoli di Dello. Inoltre, a completamento dell'iniziativa, verrà proposta martedì alle 20.30, presso la sede di Civiltà bresciana in vicolo San Giuseppe 5, la conferenza «Luoghi, storia e realtà della musica in Brescia» sul tema della liuteria. «Nei vari siti che si potranno visitare verranno anche mo strati oggetti di particolare pregio, di solito non esposti al pubblico - ha ricordato la coordinatrice dell'iniziativa Maria Gallarotti -. Inoltre ci siamo avvalsi dell'aiuto di alcune scuole, coinvolgendo e avvicinando anche i più giovani». La novità di quest'anno, organizzata a Brescia per la prima volta in Italia - con la collaborazione del Servizio per l'integrazione del Comune di Brescia, Rete civica Brescia aperta e solidale, Centro Migranti, Acli, Aib, Fondazione Comunità bresciana e la supervisione del Dottorato di ricerca in scienze pedagogiche dell'Università di Bergamo - è la sezione delle Giornate di Primavera dedicata agli extracomunitari che vivono nel territorio bresciano. «La volontà di presentare le bellezze di Brescia anche agli stranieri è venuta dall'osservazione del nuovo volto cittadino, formato da oltre il 15 per cento da immigrati - ha spiegato Giuseppina Archetti, ideatrice d ell'iniziativa -. La cultura è uno dei canali di dialogo e civiltà più forti, speriamo sia anche un mezzo di integrazione». Ai cittadini stranieri verranno proposte visite nelle tre piazze cittadine principali: piazza del Foro, piazza Paolo VI e piazza Loggia e per l'occasione sono state predisposte brevi schede illustrative in francese, inglese, albanese, ucraino, ara bo, bangla e cinese. Inoltre, alcuni «mediatori culturali» faranno da guida ai vari gruppi linguistici. Le partenze, previste da piazza PaoloVI, sono due: alle 10 e alle 14 di sabato e domenica.

lunedì 10 marzo 2008

RINVIATA PASSEGGIANDO IN BICICLETTA

Rinviate, per maltempo, l'inizio di“Passeggiando in Bicicletta il sabato meriggio” comunicheremo quanto prima l'inizio visto il perdurare delle cattive condizioni meteo. L'iniziativa è riservata ai bambini dai 8 ai 10 anni. I partecipanti saranno accompagnati da due guide
Numero massimo di partecipanti 20
PREVALLE SABATO( da definire ) ALLE ORE 14.30
Ritrovo presso Palazzo Morani

venerdì 29 febbraio 2008

RIUNIONE A.GE DI MARZO

AVVISO DI RIUNIONE
per tutti i genitori - partecipare è importante

A.GE. Associazione Genitori
Sezione di Prevalle BS

GIOVEDI’ 6 MARZO 2008
E’ FISSATO L’INCONTRO - A.GE. PREVALLE
IN MUNICIPIO ALLE ORE 20,30
(Nella saletta con focolare piano terra a destra)

Ordine del giorno:
· ENGLISH CITY CAMPS
· PEDIBUS (ANDIAMO A SCUOLA A PIEDI)
· FESTA ANNUALE A.GE.
· SVILUPPI SULLA RICHIESTA PER ENTRATA ANTICIPATA SCUOLA PRIMARIA (PER CHI NECESSITA DI QUESTO SERVIZIO)
· VARIE ED EVENTUALI

giovedì 28 febbraio 2008

PEDALANDO IN BICICLETTA SABATO MERIGGIO


“Passeggiando in Bicicletta
il sabato meriggio”

Escursioni alla scoperta del territorio
Riservate ai bambini dai 8 ai 10 anni


E’ obbligatorio l’uso del casco ( possibilità di noleggio )

Durata delle escursioni 100 minuti

Le escursioni si possono effettuare con qualsiasi bicicletta dotata di cambio
I partecipanti saranno accompagnati da due guide
Numero massimo di partecipanti 20


PREVALLE
SABATO 9 MARZO ORE 14.30
Ritrovo presso Palazzo Morani